Il manifesto della rete

MANIFESTO
della RETE NAZIONALE DELLE DONNE
per la RIVOLUZIONE GENTILE

La Rete nazionale delle donne per la rivoluzione gentile  trae origine dall’esperienza della Rete delle donne pugliesi per Nichi Presidente: movimento che da Foggia si è esteso, poi, a Lecce e in tutta la regione Puglia per rivendicare il proprio diritto a scegliere il candidato presidente.

Prendiamo il Tè? 1° Tè delle rivoluzionarie gentili. Il 29 marzo a via Boemondo 7 (Staz.Tiburtina)

Per conoscere la Rete ed eventualmente decidere di farne parte attivamente, per parlare di Italia e di Europa, per confrontarsi su lavoro (che non c’è) e su come le donne se lo inventano, per declinare i beni comuni secondo una prospettiva di genere, per condividere le proprie esperienze e fare spazio alla rivoluzione gentile che cova dentro di voi...

La cultura "universale" delle donne

Dopo la cultura femminile come "cura", di cui torneremo a parlare prossimamente, ci sembrava giusto ricordare l'importante presenza delle donne anche nella cultura "ufficiale". Nomi putroppo spesso ignorati da un vasto pubblico, ma, spesso, determinanti per la letteratura, l'arte, la musica e la scienza.
Per onorare il recente Premio Nobel per la Letteratura dato alla bravissima Alice Munro, vorremmo partire proprio dal campo letterario, cercando di dimostrare la rilevanza delle donne, in particolare, nel panorama italiano del '900.

Femminicidio e violenza le donne della Rivoluzione Gentile si interrogano insieme agli uomini

Il femminicidio è un reato specifico,che va punito con severità: ma è impensabile ritenere che sia sufficiente agire attraverso strumenti repressivi, poiché si tratta di un gesto che lascia vittime innocenti , e che è frutto di una educazione culturale impartita per secoli a tutt* noi.

COMUNICATO STAMPA/INVITO. "La voce del lupo", La violenza alle donne raccontata dagli uomini

15 novembre, ore 17, Via della Greca, 5 : Sala del Consiglio 1 Municipio– ROMA

Le donne e la cura nella cultura contadina (di Loretta Scannavini)

Vivo ormai da anni nella provincia di Rieti - ne sono originaria per parte di madre - e da donna ho ben chiaro il senso profondo della parola cura, ma la cosa stupenda che ho scoperto in questa nostre meravigliose terre è come qui questa parola si allarghi a dismisura investendo molto di più del normale quotidiano di una città.
La Cura in campagna si rivela come un vero e proprio patto con questa nostra povera terra martoriata.

Appello a Deputati e Senatori: Non toccate l'art. 138!!!! Associazione Treno Delle Donne in Difesa della Costituzione.

Il governo, per accelerare l'iter parlamentare delle riforme Costituzionali, ha avuto l'idea assai discutibile e pericolosa di cambiare l’articolo 138 della Costituzione.
Per farlo non esitano quindi a modificare il regolamento del Senato di modo che, accelerando i tempi, possono chiudere tutto quando gli italiani saranno in vacanza.

Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza

Alla presidente della Camera, Laura Boldrini
Alla ministra delle Pari Opportunità, Josefa Idem
Alla segretaria della Confederazione Generale del Lavoro, Susanna Camusso
A tutte le donne delle istituzioni, delle arti e dei mestieri
A tutte noi

La Rieti di Margaret Fuller e la Rieti del femminicidio e della violenza sulle donne. Dedicato a Franca Rame

Una passeggiata a via della Verdura, nel pieno centro di Rieti, ci ricorda un fatto storico legato al Risorgimento che forse in pochi conoscono: l'ospitalità che la città fornì ad una donna che si può considerare una delle Madri del Femminismo, Margaret Fuller.

Le migliori leggi sui diritti delle donne: il progetto di “Choisir la cause des femmes”

L’associazione francese “Choisir la cause des Femmes” (fondata negli anni `70 da Simone de Beauvoir, Gisèle Halimi e dal premio Nobel Jacques Monod), ha attentamente studiato le varie leggi vigenti in Europa riguardanti le donne ed ha evidenziato quelle che sono sembrate le più vantaggiose nel salvaguardare i loro diritti nei vari campi presi in considerazione. Sono 14 (purtroppo nessuna italiana) quelle che maggiormente tutelano la donna in rapporto a famiglia, procreazione, lavoro, politica e violenza, ed il progetto prevede di presentarle a tutti i Paesi della Comunità Europea.