contro gli inceneritori per una politica che faccia dei rifiuti una risorsa

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25/07/2011 17:00
25/07/2011 20:00
Europe/Rome

il 25 luglio, dalle 17 alle 19 le donne in rete per la rivol.gentile di Roma in collaborazione con la fabbrica di Nichi del IV municipio e a sostegno della lotta del Comitato Fiumicino rifiuti zero organizzano un sit in dalle 17 alle 20 a piazza S.Marco in Roma. Durante questo sit in una nostra delegazione porterà al Campidoglio, al consiglio comunale riunito, la lettera ad Alemanno scritta dalla rete romana e appoggiata da centinaia di firme di cittadini di tutti i municipi. Verrà inoltre distribuito un volantino che contiene la mappa dei negozi romani che vendono detersivi o alimentari alla spina, consentendo una immediata diminuzione dei rifiuti prodotti.

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AL SINDACO DI ROMA, GIANNI

AL SINDACO DI ROMA, GIANNI ALEMANNO
A tutti gli assessori
e p.c. ai consiglieri del Comune di Roma

Noi donne aderenti nel Lazio alle Donne in rete per la rivoluzione gentile, e noi cittadini firmatari
non crediamo più alla favola del termovalorizzatore pulito ed economicamente produttivo: tutti i termovalorizzatori, per poter funzionare utilmente, richiedono enormi quantitativi di rifiuti indistinti, e rilasciano nell’atmosfera emissioni tossiche.
Il tanto decantato impianto di Brescia, ad esempio, ha prodotto una elevato aumento di concentrazione di diossine nell’aria di Brescia, ed il latte delle sue fattorie ne risulta inquinato. Questo e’ un fatto accertato.
Ed un effetto inquinante che uccide non puo’ non spaventare noi e qualsiasi amministratore responsabile, nel momento in cui prende decisioni in materia.
Ciononostante, i Termovalorizzatori continuano a proliferare: e la Sua Amministrazione si accinge ad attivarne uno in una zona particolarmente delicata, come Fiumicino.

E’ vero che la Direttiva Europea (2001/77/CEE) non esclude l’uso di inceneritori, ma prevede espressamente il recupero energetico (incenerimento) della sola parte residua non altrimenti riciclabile , e solo quando siano state rispettate le priorità della riduzione del rifiuto e della raccolta differenziata.
Pertanto e’ un obbligo per la Amministrazione, prima di pensare di dotarsi di un Inceneritore, provvedere come prima priorita’ alla riduzione quantitativa del rifiuto, eventualmente con campagne educative, ma soprattutto incentivando produttori e rivenditori che riducano il ricorso a confezioni ed imballaggi superflui (come fanno, ad esempio ,tintorie, supermercati e negozi ecologici che già distribuiscono detersivi alla spina), e preferiscano contenitori riutilizzabili piu’ volte: basta con l’ “usa e getta”, e’ comodo, ma quanto rifiuto in piu’!.
Come seconda priorita’ e’ obbligo della Amministrazione dotarsi della organizzazione necessaria per la raccolta differenziata porta a porta in tutti i quartieri della Capitale.
Gli esperimenti portati avanti finora in alcuni municipi appaiono meri stratagemmi finalizzati all’ottenimento di fondi europei: sono iniziative non sostenute da una adeguata informazione, né da una corretta valutazione delle esigenze specifiche dei cittadini coinvolti, ai quali oltretutto non è stato neanche illustrato il vantaggio che avrebbero potuto trarne
La raccolta differenziata infatti non e’ un onere ma una risorsa: numerose esperienze dimostrano che il recupero dei rifiuti differenziati produce lavoro e materiali riutilizzabili, rendendola alla fine gratuita per l’Amministrazione (si veda ad es: il Centro Rifiuti Vedelago, con un indotto di 9000 posti di lavoro!). Mentre gli inceneritori producono malattie, il riciclo dei rifiuti produce risorse ed occupazione.
Solo dopo aver assolto a queste priorita’, l’Amministrazione puo’ pensare di dotarsi di un inceneritore per lo smaltimento del residuo: che comunque va localizzato tenendo conto dell’impatto sulla cittadinanza. Non per riproporre il trito “non nel mio giardino”, ma per tener conto dell’impatto sociale ed economico sul territorio.
Siamo infatti assolutamente solidali con tutti i cittadini riuniti nel “Comitato rifiuti zero a Fiumicino”, che si battono contro la megadiscarica e l’inceneritore che minacciano la salute degli abitanti e la tutela dell’ambiente litorale romano: zona a vocazione turistica ed anche agricola, che gia’ sopporta l’impatto ambientale dell’Aeroporto.
Riteniamo un dovere di questa Amministrazione di procedere a una calendarizzazione degli adempimenti suddetti e di darcene comunicazione.
Se l’Amministrazione si sottrarrà a questi compiti siamo decisi a ricorrere a tutti i mezzi legali per difendere l’ambiente e tutelare la salute e il benessere dei nostri figli e delle nostre famiglie da una iniziativa irresponsabile.

Sottoscritto anche dal Comitato Fiumicino rifiuti zero